L’Argentario
Era probabilmente in origine un’isola successivamente “ancorata”alla costa tirrenica dai tomboli della Feniglia e della Giannella, formatisi per l’accumulo dei detriti trasportati dai fiumi e dalle correnti marine. Il primo insediamento umano all’Argentario risale certamente ad epoche remote.
il Promontorio
Per la sua posizione geografica, che lo pone al centro del Mar Tirreno, l’Argentario fu considerato dai primi navigatori un approdo sicuro, di straordinario valore strategico. Il Promontorio, interamente montuoso (m.635) e caratterizzato da coste alte e rocciose, dove si può ammirare la famosa palma nana che nasce spontanea in loco, è ricoperto da una fitta macchia mediterranea, che si alterna alle coltivazioni di olivi, di viti e di alberi da frutta.
Nei vigneti, faticosamente ricavati terrazzando i fianchi del monte, si coltivano i rari vitigni Ansonico e Riminese. L’economia dell’Argentario, un tempo basata esclusivamente sulla pesca, trova oggi nel turismo la sua principale risorsa.
Da un lato Porto Ercole e dall’altro Porto Santo Stefano
tracce di etruschi
Le prime notizie storiche le fornisce Strabone (morto nel 24 d.c.) nel “De Geographia” quando accenna al “Portus Cosanus”, località che riappare poi denominata nell'”Intera Provinciarum” del 152 d.c., dove è evidente il suo legame con la città etrusca di Cosa.
La storia più antica di Porto Ercole, sembra che si debba agli Etruschi l’attribuzione del nome di Ercole al luogo, ipotesi avvalorata dalla recente scoperta di una necropoli etrusca posta a monte di Cala Galera, collocata nel 13° settore dello zodiaco etrusco, corrispondente alla costellazione di Ercole.
Ansedonia
La tagliata etrusca venne costruita per evitare l’insabbiamento dello scalo e per garantire un costante ricambio d’acqua, fu scavata una grande fenditura nel promontorio, la cosiddetta Tagliata Etrusca, opera idraulica di eccezionale valore ingegneristico unica nel suo genere.
Si tratta di un canale scavato nella roccia perfettamente levigata e dotato di porte lignee che venivano aperte a seconda della stagione per immettere o far defluire acqua dal bacino portuale ed evitare così il ristagno e il conseguente insabbiamento.
Lo Spacco della
Regina
Qui da una fenditura nella roccia: è il famoso Spacco della Regina, un anfratto naturale, secondo alcuni usato anche per scopi rituali o addirittura sacrifici umani, che rimanda a una leggenda antica tramandata per secoli: la protagonista è una giovane regina etrusca di nome Ansedonia.
La regina durante le sue passeggiate si era innamorata di questa conca naturale sul mare con acqua talmente limpida che la giovane Ansedonia non seppe resistere all’impulso di immergersi. Ma un giorno la regina Ansedonia non fece più ritorno a casa, le malelingue, che tanto la avevano criticata, pensarono che fosse rimasta vittima dei rituali cui si era accostata scomparendo per sempre in quelle acque misteriose.
Si narra anche che in questo luogo Ansedonia abbia nascosto un tesoro che non è mai stato trovato.
Da vedere inoltre
Il promontorio dell’Argentario è un luogo da visitare sia a piedi, che in bici che in barca. Nella stagione primaverile ed estiva regala degli scorci magnifici.
Non può mancare la visita al museo di Orbetello che si trova presso la Polveriera Guzman. Ed una passeggiata sulla laguna.
