Cammini Etruschi
La via degli degli Etruschi
I Cammini Etruschi coinvolgono oltre 50 territori della DMO Borghi Etruschi nel Lazio:
lschia di Castro, Farnese e Canino (nella Maremma Laziale),
Cerveteri, Allumiere, Barbarano Romano, Villa San Giovanni, Canale Monterano, Civitavecchia, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa (in Etruria Meridionale)
e Bassano Romano, Sutri, Capranica, Viterbo, Calcata, Montefiascone, Bolsena, Marta, Capodimonte, Valentano, Vitorchiano, Proceno, Acquapendente (nella Tuscia)
ognuno di questi rappresenta un patrimonio unico, identitario, quello della cultura etrusca nel Lazio.
I Cammini Etruschi da noi proposti sono fedeli alle scoperte archeologiche e storiche, rappresentano un viaggio immersivo, lento e identitario, dedicato a chi cerca storia, natura e autenticità.
Faremo insieme un cammino lungo un’approssimativa ma scientifica via degli Etruschi, scopriremo molto di questo popolo antico, pre-romano che ha saputo conquistare la nostra curiosità ed ha la nostra ammirazione.
Tuttavia, facciamo presente che non tutti coloro che parlano di Cammini Etruschi effettivamente li studiano. La TERRA ETRUSCA, non comprende solo 12 territori dell’Etruria Meridionale, questa associazione, desidera, invece, offrire una panoramica breve ma storica e ripercorrere gli antichi tracciati , grazie ai nostri amici di Cammini d’Etruria ed a tanti altri esploratori.
Le mappe sono in preparazione, ma nel frattempo potremmo offrirvi alcune informazioni.
Claudio, l’imperatore etruscologo
L’imperatore Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, nato nel 10 a.C. a Lugdunum (Lione), pronipote di Augusto per parte di madre e salito al trono nel 41 d.C. dopo l’assassinio di Caligola, fu un appassionato cultore di storia e di letteratura.
Secondo quanto ha tramandato Gaio Svetonio Tranquillo (70-126 d.C.) nell’opera “De vita Caesarum” (“Vita dei Cesari”), già da adolescente sotto le sollecitazioni e la guida di Tito Livio “si diede a scrivere un’opera di argomento storico”. Dai suoi parenti era considerato, forse ingiustamente, “tardo di mente”, il giovane Claudio “continuò a scrivere molte opere e a farle recitare da un lettore”, oggi purtroppo perdute.
Dapprima iniziò la composizione di una storia romana “cominciando dall’uccisione del dittatore Cesare”, rimasta però incompiuta in soli due libri, a causa delle forti pressioni ricevute;
E passò alla stesura di un’altra opera più vasta, in quarantuno libri, che partiva dal periodo della “pacificazione politica”, ossia dal principato di Augusto.
Tirrenikà
Claudio coltivò anche lo studio della lingua greca, all’epoca l’idioma dei dotti, e, conosceva a memoria ampi brani dei poemi omerici, citando spesso come aforismi alcune frasi particolarmente significative.
L’imperatore dimostrò un grande interesse anche nei confronti dello studio della civiltà etrusca, cominciando una serie di ricerche che gli permisero di scrivere i “Tirrenikà” (“Storia degli Etruschi”).
Un’opera monumentale in venti libri e in lingua greca. Anche di essa, purtroppo, nulla resta, se non brevi citazioni in altri autori latini.
Per la stesura dei “Tirrenikà” Claudio attinse notizie dalle opere di precedenti storici latini.
Consultò anche fonti etrusche originali, egli conosceva l’etrusco e probabilmente attinse a qualcuno in Cerveteri, Kaisra, per tradurre ciò che non conosceva.
I CAMMINI ETRUSCHI
I Cammini Etruschi comprendono le regioni Toscana, Umbria e Lazio, dalla Costa degli Etruschi fino a proseguire per il Monte Argentario, ed entrando nel Lazio dalla antica città di Castro (oggi nel comune di Ischia di Castro-Farnese), a Chiusi, Perugia e Orvieto dove vi era il centro del culto etrusco, il Fanum Voltumne, il “luogo celesste”.
Scendendo poi, dal litorale laziale, attraversiamo territori come Tarquinia, Cerveteri, oggi siti Unesco proprie per le Necropoli etrusche dei Monterozzi e della Banditaccia, ci spingiamo fino a Veio (oggi parco naturale regionale), per superare Roma, verso Capua (CE), Pontecagnano (SA) e Sala Consilina (SA).
Gli antichi CAMMINI ETRUSCHI attraversano dunque un grande territorio, che dalla Toscana arriva alla Campania, saltando solo il golfo di Napoli (dominio greco indiscusso).
Interessano tutta l’Etruria, da Chiusi a Cortona, alla Val D’Orcia, scendendo e dividendosi qui da Pitigliano-Sovana, fino all’alto Lazio interno e all’Umbria.
L’Etruria
L’Etruria fu la Regione storica abitata dagli Etruschi, comunemente si intende la zona tra l’Arno e il Tevere (v. fig. in alto).
L’Etruria è la TERRA ETRUSCA, non ebbe unità amministrativa prima della divisione regionale augustea, quando costituì la settima regione d’Italia.
Da Diocleziano fu unita all’Umbria (e la regione fu chiamata Tuscia et Umbria, con un corrector residente a Florentia) e più tardi fu divisa in Tuscia annonaria, a N dell’Arno, unita all’Emilia, e Tuscia suburbicaria a S.
Passano per le bellissime ed uniche Necropoli etrusche sito Unesco di Tarquinia e Cerveteri, dove ancora oggi abbiamo la possibilità di ammirare la magnificenza e l’eleganza della civiltà etrusca.
I Tusci
Gli abitanti son chiamati indistintamente Etrusci o Tusci, forme adoperate ambedue promiscuamente da Livio, da Varrone e da altri scrittori dei tempi antichi;
ma Tusco e Tusci pare siano le forme più antiche e forse le sole in uso al tempo di Catone e di Plauto.
I Greci, li chiamarono universalmente Tirreni o Tirseni, e diedero quindi al loro paese il nome di Tirrenia.
Non c’è dubbio che le due forme del nome latino, Etruscus e Tuscus, sono semplicemente due modificazioni del medesimo nome e che questo in origine scrivevasi Turscus, forma conservala nelle Tavole Eugubine.
Natura e Storia
I cammini etruschi sono aperti da circa quarant’anni, siamo felici di aver contribuito a pulirne alcuni ed a farne conoscere altri.
Oggi si stanno mano a mano ricercando e studiando gli etruschi che vivevano ai confini dell’Etruria e che influenzavano gli altri popoli, tanto da attestare la zona di influenza dal Delta del Po’ fino a sud, nella provincia di Salerno, al fiume Picentino.
Riscopriamo la bellezza di descrivere i confini con i nostri fiumi.
- Camminare immersi nella natura e nella storia della Maremma “nascosta”
- Scoprire le magiche atmosfere di luoghi dove il tempo sembra essersi fermato
- Il piacere di condividere sensazioni ed emozioni
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