Le antiche strade sacre etrusche

Cammini e Itinerari

Le antiche strade sacre etrusche

Nella Maremma Toscana e Laziale, partendo dalla nota Pitigliano, Sorano e Sovana si estende una fitta rete di strade scavate nella roccia a partire dal VIII e VII secolo AC, forse ricalcando percorsi ancora più antichi.

Arrivano anche nel Lazio e le troviamo in Acquapendente, dintorni del Lago di Bolsena, nell’antica Castro, per poi scendere verso Viterbo e Cerveteri, qui vi è il termine, perché Cerveteri era il porto etrusco più frequentato, per via del Porto di Pyrgi che si affacciava sul mar Tirreno.

Le vie di comunicazione più frequentate erano quelle tra le dodecapoli che passavano da altre città, fattorie e centri aditi al commercio.

Il popolo etrusco tanto legato al culto dei fenomeni naturali, dei pianeti e degli astri, della flora e della fauna era un tutt’uno con questa, in un ciclo continuo di “sacralità”.

L’Archeo Trekking nei Cammini Etruschi

Percorrere le vie cave oggi che da Sovana divengono verso Viterbo e Cerveteri delle bellissime forre, è tutto fuorché un semplice esercizio di trekking. Infatti entrando in queste profonde incisioni ci troveremo catapultati in un’atmosfera senza tempo.

Cammineremo nel cuore del tufo, abbracciati dalla terra, in una penombra perenne con la luce del sole filtrata dagli alberi che crescono sopra di noi…

i suoni attutiti, le curve improvvise, le pareti allisciate dalle antiche picconate e i gradini scavati da milioni di passi.

Non si fa fatica a percepire l’antica e mai del tutto dimenticata sacralità di questi luoghi.

Sugli Etruschi

Relativamente poco si sa degli antichi Etruschi, una delle tracce più enigmatiche che hanno lasciato dietro di sé è una rete di strade scavate nella roccia, si dice, che collegano la terra dei vivi con la terra dei morti.

Percorrendo queste stupefacenti vie cave, abbracciati da pareti di roccia alte anche 20 metri, una sensazione di inquietudine pervade il visitatore moderno così come quello antico.

Non sorprende che questi percorsi siano stati associati a leggende di diavoli e divinità per secoli.

Una chiara rappresentazione la abbiamo proprio a Cerveteri, è la cosiddetta via degli Inferi

Le cavità

Nella loro definizione più semplice, le vie cave erano strade in trincea utilizzate per connettere l’altopiano al fondo valle, Sovana, Sorano e Pitigliano hanno le più imponenti e belle.

Durante le nostre escursioni scopriremo che ogni via cava è diversa dalla successiva. Alcune sono strette, con pareti non molto più alte di una persona, con scale finemente tagliate.

Originariamente le vie cave dovevano essere meno profonde di quello che vediamo oggi, ma nel corso dei secoli sono state percorse da migliaia di persone, trasformandone l’aspetto.

Perché sono considerate così speciali ?

L’atmosfera che si respira percorrendo questi antichi tracciati è unica: la vegetazione e le tracce degli animali raccontano un luogo lontano dal caos della vita moderna

Siamo dove il tempo sembra scorrere all’indietro fino all’epoca in cui queste strade erano frequentate dagli Etruschi.

 

Una passeggiata lungo questi percorsi potrà farci sentire più vicini alla dea Madre, la più importante divinità etrusca:

una vera camminata rigenerante, immersi nei colori e nei panorami più affascinanti della Toscana e del Lazio